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L'Emiciclo ONLUS è lieta di invitarvi all' 8^ edizione di Parchi in Mostra organizzato dall'Assessorato al Governo del Territorio Regione Campania, all’interno della mostra, troverete il nostro stand. Per maggiori info: Parchi in Mostra |
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“Buone abitudini per produrre meno rifiuti, IL PANNOLINO LAVABILE”
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Sabato 23 gennaio dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso la Sala consiliare del comune di San Vitaliano (Napoli), si terrà il convegno : “Buone abitudini per produrre meno rifiuti, IL PANNOLINO LAVABILE”.
Il convegno promosso dal Sindaco di San Vitaliano dottor Antonio Falcone e dagli assessori Aurora Spiezia e Pasquale Raimo prevede gli interventi di : Dott. Domenico russo (direttore Responsabile distretto 48 ASL NA 3 Sud), Dott.ssa Grazia Formisano (Responsabile Materno Infantile UOMI) Prof.ssa Giuliana Di Fiore (già Assessore Provinciale all’Ambiente) Dott. Francesco Borrelli (Responsabile Regionale dei Verdi) Dott. Michele Buonomo (Presidente Legambiente Campania) Dott.ssa Maria Giuliano (Pediatra FIMP Napoli) Prof.ssa Laura Saffiotti (Gruppo ‘NonSoloCiripà’)
Un bambino dalla nascita fino al controllo autonomo degli sfinteri, consuma all’incirca 6000 pannolini, più o meno cinque ogni giorno, ottenuti dalla cellulosa di 20 alberi, che, moltiplicato per il numero dei bambini sotto i tre anni presenti nel nostro paese, fa circa sei milioni di pannolini al giorno, due miliardi e duecentomila ogni anno, che si trasformano in una tonnellata di rifiuti che avrà bisogno di 500 anni per decomporsi. Numeri eccessivi, un mare di pannolini nei cassonetti e negli inceneritori che sicuramente determinano un impatto ambientale notevole.
In Austria e in Germania, che da molto tempo sono attente a ridurre il degrado ambientale, e ora anche in Italia, sono in commercio i pannolini ecologici: pannolini del tutto simili agli “usa e getta” ma che si lavano in lavatrice. Sono pannolini di cotone, al 100%. Obiettivo del convegno è di fare "toccare con mano" al pubblico che si tratta di una pratica soprattutto salutare, ma anche ecologica ed economica. Al convegno saranno presenti 68 neo mamme invitate dal comune di San Vitaliano a cui verrà distribuito, previa accettazione ed impegno all’uso, 1 Kit di 5 pannolini lavabili. |
VERSO COPENAGHEN
Il clima che vogliamo: Il decalogo del cittadino ecologico
Lunedì prossimo prende il via il summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Ma la salute del pianeta dipende anche dai comportamenti individuali. Lo dimostra la California, all'avanguardia nella lotta per la riduzione dei consumi energetici.
SAN FRANCISCO - La lotta al cambiamento climatico non dipende solo da quel che decideranno Barack Obama e Hu Jintao a Copenaghen. Non è meno importante quello che hanno già deciso Kim e Jon Waldrep a Sacramento. Qui, nella capitale della California dal clima spesso torrido anche in autunno, i coniugi Waldrep hanno appena finito di ridipingere le pareti esterne di casa. Usando una nuova vernice bianca che assorbe meno calore solare, hanno tagliato del 20% i consumi di elettricità per l'aria condizionata. La famiglia Waldrep fa parte del movimento californiano battezzato "cool roofs", doppio senso che significa tetti freschi ma anche "di moda". In un mondo dove la temperatura media tende a salire e dilagano i condizionatori d'aria anche in zone dove un tempo non esistevano, una piccola innovazione come questa può avere un impatto cruciale.
Lo ha misurato lo scienziato ambientale Art Rosenfeld, 83 anni, il guru indiscusso dei risparmi energetici in California. Se il mondo intero seguisse l'esempio californiano, "in 20 anni ridurremmo le emissioni di CO2 di 24 miliardi di tonnellate cubiche, l'equivalente di tutta l'anidride carbonica rilasciata nell'atmosfera nel 2008". Sarebbe come "spegnere" la Terra per un anno. È d'accordo con lui Noel Perry, che ha creato il pensatoio Next10 nella Silicon Valley, e misura i progressi in questo campo attraverso il rapporto annuo California Green Innovation Index. "Siamo il modello - dice Perry - per il resto del paese: per ogni dollaro di Pil prodotto in California, generiamo metà CO2 rispetto alla media degli Stati Uniti".
Nella Antelope Valley, ai margini del deserto, la cittadina di Palmdale oltre al sole ha un'abbondanza di vento. Così la società privata che ha in appalto la gestione dei parcheggi comunali ha avuto l'idea di installare delle micro-turbine eoliche dentro i parking. L'impatto paesaggistico è nullo, sia perché le pale sono molto basse, sia perché i parcheggi non sono zone di qualità estetica. Basta il parcheggio di un solo ipermercato Wal-Mart per produrre 76.000 kilowatt di corrente elettrica all'anno, il consumo energetico del vicinato. Quest'iniziativa di una piccola impresa familiare californiana è una delle tante idee "dal basso", che fanno massa critica e stanno cambiando il nostro impatto ambientale, senza aspettare quel che i leader del mondo decideranno a Copenaghen.
Lo conferma l'ultima inchiesta dell'autorevole rivista New Scientist: "L'attenzione che rivolgiamo ai vertici mondiali sul cambiamento climatico rischia di farci dimenticare questa semplice verità. Qualunque cosa decidano i governi sui tetti alle emissioni di CO2, alla fine i responsabili del disastro ambientale siamo noi, il cambiamento climatico comincia in casa".
L'indagine-denuncia del New Scientist punta il dito sui "cinque eco-crimini che commettiamo ogni giorno". A partire dal risveglio e dalla nostra abitudine più sacra, il caffè. Se si calcola l'energia consumata per coltivarlo, raccoglierlo, trasportarlo dai paesi tropicali, infine azionare la macchina del bar, sei tazzine di espresso al giorno - una dose non rara per l'italiano medio - in un anno generano 175 kg di CO2, cioè quanto un volo Roma-Londra. Un espresso in meno al giorno è già un micro-risparmio del 16%. Poi si passa alla toilette. Anche qui un modesto cambiamento di abitudini può fare una differenza enorme. Ogni kg di rotoloni fatti con carta igienica "riciclata al 100%", riduce di 30 litri il consumo di acqua e di 3 kilowattora quello di elettricità.
Terzo eco-crimine: la moda usa-e-getta, i capricci dello stile che riempiono i nostri guardaroba di abiti indossati per una stagione. Negli ultimi 15 anni la produzione mondiale di tessile-abbigliamento è balzata da 40 a 60 milioni di tonnellate, ma un milione di tonnellate di vestiti semi-nuovi finiscono nella spazzatura ogni anno.
Quarto delitto ambientale, l'ossessione per la pulizia. In Inghilterra è stato calcolato che solo il 7,5% degli indumenti messi in lavatrice sono davvero sporchi. Una famiglia media che manda quattro o cinque lavatrici a settimana crea più di mezza tonnellata di CO2, una bella fetta dell'emissione media del cittadino europeo (10 milioni).
Al quinto posto arriva lo scandalo del cibo buttato via. Questo eco-crimine è moralmente ripugnante. Ma è anche il più diffuso. La famiglia americana media getta via il 30% degli alimenti che ha comprato al supermercato, 48 miliardi di dollari finiscono nella spazzatura ogni anno. Solo il latte fresco buttato via in Inghilterra, per essere prodotto ha creato altrettante emissioni CO2 di 10.000 automobili.
Questo riassunto dei nostri eco-crimini conferma che Copenaghen comincia in casa nostra ogni mattina. È questa consapevolezza che in California ispira un vasto movimento per cambiare le abitudini quotidiane. Vi contribuiscono piccole comunità locali e grandi organizzazioni ambientaliste, capitalisti illuminati e il mondo della scienza.
Vampire Power è l'organizzazione che insegna a combattere i vampiri dell'energia, i succhiatori di corrente nascosti nelle nostre case. Ogni anno in America si sprecano 10 miliardi di dollari per l'elettricità consumata da apparecchi inutilizzati: i computer che rimangono accesi anche a riposo, i videoregistratori, i caricatori di telefonini. Un'altra associazione, Green Inc., si concentra sulle abitudini di lavaggio dei vestiti. Educa i consumatori a selezionare il programma della lavatrice con acqua fredda (si risparmia corrente e i vestiti durano più a lungo). Promuove il cambiamento dei regolamenti condominiali e di quartiere per consentire il ritorno a un costume antico: asciugare i panni bagnati appendendoli fuori. Quando piove o fa freddo basta stendere la biancheria in casa: serve anche a umidificare l'abitazione, due piccioni con una fava.
Se i pionieri californiani riusciranno a cambiare i comportamenti collettivi di una nazione, l'effetto può essere sconvolgente. Lo ha calcolato questo studio della U. S. Energy Information Administration: "Se ogni famiglia americana rinuncia a usare l'asciugatrice elettrica si risparmiano 250.000 tonnellate di CO2. Questo equivale e a chiudere 15 centrali nucleari". Potenza dei consumatori. Neppure Obama potrebbe decidere d'autorità la chiusura di 15 centrali.
Il modello californiano di un cambiamento dal basso deve molto alle teorie di Art Rosenfeld. Dopo un esordio giovanile come scienziato delle particelle fisiche al Lawrence Berkeley National Laboratory, dallo shock petrolifero degli anni '70 iniziò la sua crociata per il risparmio energetico. Con una coerenza che negli anni ha dato i suoi frutti. "C'è una forma di energia - ama ripetere Rosenfeld - ancora più pulita del sole, ancora più rinnovabile del vento: è l'energia che non consumiamo". Grazie alle sue battaglie la California ha adottato standard sempre più severi per la produzione di elettrodomestici, lampadine, caldaie, docce. Grazie a queste misure, dice James Sweeney della Stanford University, "la California ha potuto evitare la costruzione di 24 centrali termoelettriche". Il Vangelo di Rosenfeld è essenziale, spesso suona come un ritorno all'antico, ma senza ideologismi. "Semplicemente - dice l'anziano scienziato - ricordatevi di spegnere le luci".
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. - Saturday, November 21, 2009
E' nostra intenzione di istituire insieme a voi un Forum delle Associazioni al fine di ottimizzare il lavoro e le finalità di ognuno di noi. Trattandosi di un Forum libero da ogni vincolo, vi invitiamo ad aderire cliccando sulla foto. Verrete indirizzati alla pagina del Social Network.
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L'Emiciclo è Partner nei Progetti delle Scuole. Apporterà quindi il proprio contributo agli Istituti Scolastici

Energia Rivoluzionaria

Il colosso della Wolkswagen lancia sul mercato una caldaia domestica a metano con il motore delle auto che produce energia elettrica e costa 5.000 euro. Volkswagen promette che centomila di questi generatori domestici, EcoBlue, produrranno nel 2012 tanta energia quanto due centrali nucleari (ma il titolista si sbaglia e scrive che servono 200mila caldaie). In realta' il progetto di Volkswagen e' ottimo. Questa caldaia non produce solo elettricita', offre anche riscaldamento per caloriferi e acqua calda. Sostanzialmente permette di tagliare drasticamente i costi del riscaldamento utilizzando la stessa energia che impieghi per produrre calore per generare contemporaneamente anche elettricita', per la quale si riceve un “conto energia” di 0,5 centesimi per ogni kWh prodotto. Non e' un’idea nuova, la Fiat produsse, senza crederci, il Totem all’inizio degli anni ’80. Sostanzialmente era il motore di una 127 a gas, che produceva elettricita', il calore della combustione del motore a scoppio veniva recuperato e utilizzato per scaldare l’acqua e quindi la casa. In questa DOPPIA azione sta la convenienza. Due al prezzo di uno! La novita' del progetto Volkswagen sta nella particolare efficienza di questa caldaia-generatore di corrente (bi-generazione), stimata nel 94%, e nel sistema che colleghera' in un unico network queste caldaie domestiche. Ecco la traduzione di un articolo apparso su istockanalyst.com “…Volkswagen produrra' la centrale ad alta efficienza EcoBlue CHP (“combined heat and power” combinata calore ed energia) che sara' azionata da un motore a metano della Volkswagen...” e ancora “… Oltre a fornire calore all’edificio in cui e' installata, questa centrale domestica sara' collegata in rete per formare in futuro una mega centrale elettrica avanzata…”
24/09/09
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Arriva l'auto di Formula 3 al cioccolato Usate fibre ricavate anche da carote e patate

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Carote, patate e cioccolato: non sono ingredienti di una ricetta ma i materiali usati per assemblare una macchina di Formula 3 ecologica. Il bolide, messo a punto dai ricercatori dell'Universita' di Warwick, nel Regno Unito, ha un motore alimentato da estratti di cioccolato, una carrozzeria fatta di patate e fibre vegetali e un volante di una resina ricavata dalle carote. Il sedile e' fatto di soia. L'auto raggiunge i 217,6 km/ora e puo' accelerare fino a 96,56 km/ora in meno di 2,5 secondi.
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24/09/09
SMART TRASH

Smart Trash è un nuovo sistema per la gestione e il riciclaggio dei rifiuti. Lo stanno studiando negli Stati Uniti.
Consiste nel dotare ogni confezione – o ogni oggetto – di un codice universale di produzione, oppure di un Rifd (in sostanza, un microchip) in grado di “parlare” sia con la pattumiera sia con gli impianti di trattamento dell’immondizia.
I vantaggi? Riciclare tutto il riciclabile, e restituire almeno una parte del valore attraverso uno sconto sulla bolletta dei rifiuti. Anche l’Epa, l’agenzia europea per l’ambiente, si sta interessando a Smart Trash. Io però non riesco ad andare in brodo di giuggiole.
Il sistema Smart Trash nasce dagli studi della Georgia Tech’s School. Il cuore di tutto è il codice universale o il Rifd apposto su ogni oggetto.
La pattumiera è equipaggiata con uno scanner che legge il codice o il Rifd. Prende atto (per così dire…) di ciò che stiamo buttando via e fa apparire il suo valore su un display.
Anche l’impianto di trattamento dei rifiuti legge le informazioni del codice o del Rifd, ed è così in grado di classificare l’immondizia in arrivo.
In questo modo i materiali inquinanti o pericolosi vengono avviati al corretto smaltimento, senza errori o omissioni.
ll materiale riciclabile, grazie alle informazioni del codice o del Rifd, viene invece suddiviso in lotti omogenei e privi di impurità e avviato al recupero. La Georgia Tech’s School si spinge ad immaginare che grazie alle informazioni fornite dai Rifd possano essere organizzate le aste di vendita, e che ancora i Rifd calcolino la percentuale di restituire attraverso la tassa rifiuti,
Inoltre il Rifd potrebbe tornare utile in caso di emergenze, aggiunge la Georgia Tech’s School: se si scopre che una partita è contaminata o pericolosa, diventa facile localizzare ogni prodotto.
L’altra faccia della medaglia – ma questo la Georgia Tech’s School non lo dice – è che sarebbe teoricamente possibile sapere quali e quanti prodotti muniti di Rifd tengo in casa mia.
La Georgia Tech’s School non ha fornito indicazioni sui costi di Smart Trash. E’ vero che i consumatori intascherebbero qualcosa grazie al riciclaggio di ciò che gettano via, ma è anche vero che applicare un Rifd ad ogni confezione rappresenterebbe un costo: e a pagarlo sarebbero proprio i consumatori.
Il sistema, ritengo, potrebbe dare buoni frutti se applicato ad esempio agli apparecchi elettronici: sono beni che hanno un certo valore come “materie seconde”, che non si acquistano tutti i giorni e che troppo spesso non vengono riciclati come si deve.
Per tutto il resto, dal flacone di shampo alla lattina, resto della mia idea. Il problema dei rifiuti si risolve eliminando i rifiuti. Gli imballaggi nuocciono all’ambiente e ai consumatori, e anche il riciclaggio richiede consumo di energia e lavorazioni inquinanti. Preferisco il vuoto a rendere, i prodotti sfusi e alla spina.
Dal sito della Georgia Tech’s School Sistema Smart Trash, il riciclaggio dei rifiuti guidato dal microchip inserito in ogni confezione. Dal sito è tratta anche la foto
23/09/09
Eco Media Player

Mentre ascoltate il vostro lettore mp3 non potete fare a meno di pensare all’energia da fonti fossili che state bruciando? Trevor Bayilis ha pensato di togliervi d’impiccio mettendo sul mercato un lettore audio/video - l’Eco Media Player- alimentato a manovella.
L’efficienza è sbalorditiva: ragazzi, ci credete se vi dico che con un solo minuto di “giramento” si ascoltano 40 minuti di musica? Roba da far apparire le batterie ricaricabili come tecnologia preistorica!
Un po’ di specifiche tecniche: 2 GB di memoria (espandibile con carte SD), schermo LCD a colori da 1,8″, radio FM, registratore audio e torcia led per illuminare i momenti bui della vostra vita. Altra caratteristica è la possibilità di convertire in file mp3 qualunque fonte audio esterna (dischi in vinile, audiocassette, televisione, etc…).
22/09/09
Oreste Vigorito era un avvocato di Avellino e oggi è il signore dell’eolico italiano. Con il gruppo Ivpc gestisce la gran parte delle centrali a vento installate in Italia, fattura 250 milioni, occupa 420 persone e muove un indotto che vale almeno altri mille posti di lavoro. La sua storia incarna quel sogno “green” che sta attraversando l’economia mondiale fiaccata dalla recessione: far crescere reddito e occupazione grazie all’energia pulita. Ricchezza grazie al sole, al vento, ai rifiuti del legno, ai piccoli corsi d’acqua e persino ai vapori sotterranei. D’altronde, i ritmi di crescita delle rinnovabili in Italia ricorda gli entusiasmi della new economy, con la differenza che a sostenerla c’è un’industria reale. Ci sono le grandi imprese dell’energia e persino la ricchezza dei petrolieri.
Secondo uno studio di Nomisma Energia realizzato in esclusiva per Panorama, oggi il settore eolico, fotovoltaico e delle biomasse generano da soli un fatturato di oltre 5 miliardi di euro al netto dell’import e degli investimenti. Nel 2002 non si arrivava al miliardo e mezzo. E il boom non ha trascurato nessun comparto: in un anno il fatturato complessivo è aumentato del 44 per cento. Il fotovoltaico ha raddoppiato, passando da 339 milioni a 700. L’industria dell’eolico (2 miliardi e 196 milioni) ha aumentato i suoi ricavi di oltre 43 punti di percentuale. E le biomasse oggi valgono 2 miliardi e 285 milioni, con un incremento netto di 564 milioni di euro. Come non credere dunque al sogno green, un settore “obbligato” a crescere? L’impegno preso con l’Europa, impone di portare dal 17 al 30 per cento la quota verde dei consumi elettrici. E se oggi gli occupati del settore sono circa 60mila, “entro il 2020 potrebbero essere centomila in più” sottolinea Roberto Longo, presidente dell’associazione dei produttori di energia rinnovabile (Aper).
Il problema è capire se l’industria è pronta. “Purtroppo gran parte del valore aggiunto oggi finisce all’estero” sottolinea Giuseppe Mastropieri, autore della ricerca. “Mentre sviluppare un adeguato sistema produttivo nazionale significherebbe aumentare il giro di affari di un buon 50-60 per cento”. Prendiamo il caso dell’eolico: la produzione cresce a un ritmo che supera il trenta per cento l’anno, ma il mercato degli aerogeneratori resta in mano ad un manipolo di case straniere guidate dalla danese Vestas: la consolazione è che almeno quest’ultima ha in Puglia due stabilimenti con 700 dipendenti.
Attorno ai pionieri dell’eolico italiano (Edison, Enel, Ivpc) è cresciuto così un mercato di sviluppatori più che di produttori. E ancora ci si interroga se società come le altoatesine Leitwind e Fri-El, impegnata anche in un progetto per sfruttare il moto delle maree, riusciranno a inserirsi nel circuito dei grandi operatori internazionali. L’Italia comunque, ha ancora due buone carte da giocarsi: quella degli impianti offshore e quella del minieolico.”Il mare ventoso e i bassi fondali aiutano” sottolinea Mastropieri. E società come la Trevi Energy di Cesena o la siciliana Moncada si sono già gettate sull’affare. Quanto al minieolico, “la sfida inizia grazie alla decisione di inserirlo in un sistema di incentivi simili a quelli che hanno tirato la volata al fotovoltaico” spiega Simone Togni, segretario generale dell’Anev (l’associazione dell’eolico). E questa volta i player hanno nomi italiani: Ropatec (Bolzano) e Jonica Impianti (Taranto). Grazie agli incentivi del Conto energia, infatti, attorno al fotovoltaico si sta sviluppando un sistema produttivo ben strutturato: “Anche se il mercato delle celle e dei moduli (componente base dei pannelli) è ancora controllato da stranieri, negli ultimi due o tre anni sono emerse realtà produttive interessanti” riferisce Vittorio Chiesa, direttore dell’osservatorio sulle rinnovabili del Politecnico di Milano. Tra queste si possono citare Solsonica e due aziende del Padovano: Helios Technology e X Group, che prevedono entrambe di quadruplicare la capacità produttiva entro il prossimo anno. Ma senza dimenticare due nomi importanti nel mercato mondiale degli inverter: Elettronica Santerno (gruppo Carraro) e Siac (gruppo Siel).
La concorrenza asiatica si fa sentire. I prezzi dei pannelli calano e gestire comparto e investimenti è sempre più complesso: “Per per questo sta tornando dominante il ruolo delle utilities e dei grandi investitori” sottolinea Mastropieri. E gli esempi non mancano. La Sorgenia, il braccio energetico del gruppo Cir, sta sviluppando uno stabilimento per la produzione di celle fotovoltaiche in Sardegna. La Marcegaglia Energy produrrà pannelli fotovoltaici di nuova generazione a Varese, mentre l’Eni spende 300 milioni in ricerca e sperimenta con il Mit pannelli solari senza silicio. “Il ruolo della grandi imprese dell’energia è quello di gestire le rinnovabili stimolandone allo stesso tempo lo sviluppo tecnologico e industriale” conferma Francesco Starace, amministratore delegato dell’Enel Green Power. E nel suo carnet ci sono infatti il progetto Archimede, la centrale solare termodinamica da 40 milioni pensata dal Nobel Carlo Rubbia, e soprattutto l’accordo con Sharp e St Microelectronics per avviare a Catania una produzione di celle fotovoltaiche a film sottile: 500 milioni di investimento e 300 nuovi posti di lavoro entro il 2010.
fonte:panorama.it
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pubblicato il - Friday, September 18, 2009

Una nuova linea CSC di articoli per la pulizia della casa riciclati al 95%.
CSC di Modena propone una linea di strumenti di pulizia eco-sostenibili, ossia ri-prodotti con materiali riciclati al 95%, di cui la componente in plastica è l’ ECOALLENE, nato dalla trasformazione della frazione a base polietilene/alluminio dei contenitori per bevande di Tetra Pak® (fino ad oggi considerato uno scarto del processo di riciclo). Il filato invece è ottenuto da rigenerazione di bottiglie in plastica, mentre la confezione ed i cartoni da imballo derivano da carta e cartone riciclati.
Questo permette un bel risparmio di rifiuti inutilizzati che, grazie alla ricerca di CSC, vengono rimessi in circolazione per un nuovo uso, risolvendo i problemi legati al loro smaltimento e contribuendo così ad un maggiore controllo delle emissioni dei gas serra.
CSC conferma il suo ruolo di interprete di una cultura ambientale orientata al riuso ed al riciclo. REMAKE, la linea innovativa per rendere lo sviluppo industriale più sostenibile.
La linea REMAKE è composta da 2 scope, 1 spazzolone, 1 set auto spazzola e palettina, 1 spazzola bucato, 1 paletta. Tutti i prodotti sono in vendita dal mese di Ottobre 2009 nei migliori negozi di casalinghi e supermercati.
http://www.csc-italy.com/
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pubblicato il - Thursday, September 17, 2009
Recupero e riciclo
Da molti anni, ormai, l’industria italiana del riciclo dell’alluminio detiene una posizione di rilievo nel panorama mondiale per quantità di materiale riciclato. Il nostro Paese è infatti terzo al Mondo assieme alla Germania dopo Stati Uniti e Giappone.
Si tratta di risultati molto importanti che confermano la continua attività di ricerca per lo sviluppo di tecnologie per il riciclo e il recupero dell’alluminio pre e post consumo per impieghi nei diversi settori applicativi. E’ un primato ancora più interessante se consideriamo gli interessanti aspetti legati alle performance ambientali di questo materiale: infinita riciclabilità, tutela dell’ambiente e delle sue risorse naturali e importante contributo alla riduzione di emissioni nell’atmosfera in linea con il protocollo di Kyoto.
L’alluminio possiede caratteristiche ottimali per il riciclo: è una materia che può essere riciclata la 100% e riutilizzata all’infinito per dare vita ogni volta a nuovi prodotti. Quasi il 50% dell’alluminio oggi circolante nel nostro Paese proviene dal riciclo e non differisce per nulla da quello ottenuto dal minerale originale poiché le caratteristiche fondamentali del metallo rimangono invariate.
La raccolta differenziata, il riciclo e recupero dell’alluminio apportano numerosi benefici alla collettività in termini di:
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Economia: il riciclo dell’alluminio è un’attività particolarmente importante per l’economia del nostro Paese, storicamente carente di materie prime.
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Energia: il riciclo dell’alluminio permette di risparmiare il 95% dell’energia necessaria a produrlo dalla materia prima.
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Materia: il riciclo degli imballaggi in alluminio permette di recuperare materia prima preziosa, utilizzabile per la realizzazione di nuovi prodotti.
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Ambiente: il riciclo dell’alluminio permette di salvaguardare l’ambiente e le sue importanti risorse naturali.
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pubblicato - Thursday, June 25, 2009
Il primo costume da bagno tascabile, in taglia unica, realizzato in film di polimero riciclato, coestruso tra due sottilissimi strati vergini superigenici (con certificazione alimentare!). Ed ora - novità assoluta - anche tutto in film biopolimerico e biodegradabile al 100% perché "Legami" è amico della natura.
Già in vendita al pubblico nei negozi a pochi euro.
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pubblicato - Wednesday, July 16, 2008
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| clicca, avrai l'elenco Centri Raccolta Tappi
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Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa?
Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l'olio usato
nel lavandino della cucina o in qualche scarico,vero?
Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere.Perchè lo facciamo?
Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.
La cosa da fare è collocare l'olio usato in una tanica di plastica come quella in foto
e chiamare al numero verde 840-500081 per il ritiro. UN LITRO DI OLIO rende
non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA,quantità sufficiente per
il consumo di acqua di una persona per 14 anni. Se poi siete così volenterosi
di conferirlo ad una ricicleria pubblica ancora meglio,diventerà biodiesel o
combustibile .
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INZONA - Tuesday, October 07, 2008
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AVV .CLAUDIO DE LEO
Settore Diritto Civile, Diritto delle Assicurazioni e
Infortunistica e Stradale
Citta' NAPOLI
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pubblicato - Sunday, March 23, 2008 Iscriviti al Gruppo L'Emiciclo
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ecologici.
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| fonte:Vivereverde.blogspot.com
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Nei momenti di necessità, l'essere umano riesce proprio ad essere molto creativo!!
In Brasile un meccanico stanco di pagare delle bollette di elettricità sempre più care, ha creato delle eco lampade realizzate con delle bottiglie pet per la sua officina. Lui ha preso delle bottiglie di pet, le ha riempito con acqua e poca candeggina, poi ha chiuso bene la bottiglia e la ha protetta con della pellicola fotografica (per evitare che il sole spaccasse la bottiglia). Poi ha fatto un foro sul tetto del diametro della bottiglia, la hafissata e poi ha impermeabilizzato intorno.L'idea ha funzionato così bene che tanti abitante della città di Uberaba- San Paolo hanno iniziato a mettere queste lampade sulle proprie abitazioni, e ovviamente la notizia ha incuriosito anche dei licenziati che hanno comprovato che la lampada pet non solo funziona ma ha una potenza che va da 40 a 60 Watt.La lampada non funziona di sera, però ci sono tantissimi ambienti che debbono essere illuminati con la luce artificiale anche di giorno... chissà se questa invenzione può essere la risposta per un effettivo risparmio energetico.L'unico problema è che 1/4 della bottiglie deve rimanere fuori per captare la luce solare e magari non è il massimo esteticamente...Esiste pure il video ma purtroppo è in portoghese e non si capisce quasi niente, però se volete vederlo per curiosità
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| Nuovi criteri per le case
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Rendimento Energetico per la casa
Case appena costruite o completamente ristrutturate con criteri di risparmio energetico nuovi di zecca, che guardano non solo al minor consumo di carburante degli impianti durante l’ inverno, ma anche al condizionamento estivo e al consumo di acqua calda sanitaria. Divieto di trasformazione degli impianti centralizzati in termoautonomi. Sono solo alcune delle novità contenute nel Dpr 2 aprile 2009, n. 59 (entrato in vigore il 25 giugno).
Alcuni dei punti più rilevanti contenuti nella norma.
Condizionamento estivo Nuove costruzioni, ampliamenti oltre il 20% dei volumi, ristrutturazioni di edifici oltre i 1.000 mq prevedono un calcolo delle necessità di condizionamento, tenendo conto di una temperatura media estiva contenuta in una norma tecnica Uni. In ogni caso negli edifici residenziali il consumo annuo di energia (quasi sempre si tratterà di elettricità), non deve superare i 40 kWh al metro quadro nei comuni più calde della Penisola (zone energetiche A e B) e i 30 kWh nelle altre.
Porte, finestre, muri, tetti Non solo per le nuove costruzioni, ma anche nelle ristrutturazioni, manutenzioni straordinarie dell’ involucro edilizio e ampliamenti di volume sotto il 20%, vanno rispettati certi valori di trasmittanza termica sia dei muri che di porte e finestre che dipendono sempre dalle zone energetiche del comune. Il decreto pone come esempi il rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto, del lastrico solare o delle loro ‘impermeabilizzazioni. Nel calcolo dei valori, va tenuto conto dei ponti termici, cioè delle zone deboli in cui il freddo passa più facilmente (per esempio in corrispondenza ai pilastri che reggono l’ edificio, o alle pareti assottigliate sotto le finestre, per contenere i caloriferi, o sopra, per i cassonetti delle tapparelle).
Sostituzione di caldaie o ristrutturazione di impianti I nuovi apparecchi debbono avere certi rendimenti. Se la nuova caldaia ha più di 100 kW di potenza (grossomodo li raggiunge una centralizzata che serva da 5 appartamenti in su), occorre che un tecnico faccia anche una diagnosi energetica, cioè suggerisca con un calcolo costi - benefici delle opere edili o impiantistiche che permettano minori consumi, legato ai tempi in cui ci si ripaga l’ investimento e si comincia a risparmiare sulle bollette. Occorre installare centraline o valvole termostatiche sui caloriferi che permettano la regolazione del calore locale per locale, su almeno due diversi livelli. Tali dispositivi, se l’ impianto è centralizzato, debbono funzionare automaticamente, attraverso sensori e cronotermostati, cioè apparecchi che abbassino la temperatura di notte e la alzino di giorno. La regolazione per zona della casa ha una sua logica: per esempio è meglio riscaldare di più il soggiorno, rispetto alle stanze da letto e ai bagni.
Limiti al termoautonomo Nonostante il diffuso amore degli italiani per l’ impianto individuale di riscaldamento, sono anni che non solo in Italia ma anche in tutta Europa si sta caldeggiando l’ impianto centralizzato dotato di dispositivi di regolazione e di contatori di calore che permettono il calcolo dei consumi alloggio per alloggio (si parla di impianto con contabilizzazione del calore). Sono assicurati i vantaggi del termoautonomo e si evitano i suoi difetti (maggior consumo e inquinamento di tante caldaie rispetto a una sola, controlli più facili sulla sicurezza, affidati a ditte esterne). Il decreto non impone il contabilizzato, ma vieta la trasformazione di un centralizzato in tanti impianti termoautonomi. Fanno solo eccezione i casi, davvero molto rari, di impossibilità tecniche di installazione del centralizzato - contabilizzato.

Stufe a legna Il ritorno di fiamma alle stufe a legna o a pellets va avvantaggiato, ma esse sono da agevolare o considerate comunque come fonti rinnovabili (con i vantaggi che ne derivano), solo se si tratta di apparecchi molto efficienti, alimentati con combustibili ammessi dalle norme tecniche e che scarichino fumi poco inquinanti. Insomma la vecchia stufa di ghisa o la cucina economica della nonna non vanno bene. Non è finita: sempre nei casi di opere importanti (dalla ristrutturazione dell’ involucro edilizio alle nuove costruzione e agli ampliamenti) occorrerà prima di installarle assicurare una certa trasmittanza termica di pareti, finestre, soffitti e pavimenti.
Ventilazione e protezione dal sole Tranne che nelle zone davvero fredde della Penisola (zone F), occorre assicurare nelle opere di ristrutturazione di tetti e pareti esterne anche una corretta ventilazione meccanica della casa e la protezione dei vetri dal surriscaldamento estivo. Quest’ ultima è raggiungibile attraverso tre sistemi diversi.
*Il primo sistema è avere vetri con fattore solare minore o uguale a 0,5. Il che significa che tali vetri debbono essere trattati in modo tale da ridurre per lo meno a metà l’ apporto calorico dell’ energia solare sulla loro superficie.
*Il secondo sistema (che è privilegiato per le nuove costruzioni) sta nell’ apporre delle schermature solari, in genere all’ esterno delle finestre. Si tratta di dispositivi mobili, che si estendono o si chiudono a pacchetto o a avvolgimento, autonomi dalla vetrata, e in genere costituiti da lame di alluminio, di legno o in tessuto per esterno (non c’ entrano con le comuni veneziane, con le tapparelle o le imposte, che sono sistemi di oscuramento). Forse i più diffusi nell’ immaginario collettivo sono le tende che sovrastano a pensilina le vetrine dei negozi e vengono in genere chiuse durante la notte.
*Il terzo sistema (ammesso per le ristrutturazioni) sono le pellicole adesive all’ interno o all’ esterno dei vetri. Le più conosciute sono quelle a specchio comuni in certi edifici ad uffici, ma ne esistono anche di più evolute (e costose) che filtrano soprattutto l’ infrarosso permettendo meglio il passaggio della luce visibile e attenuando l’ effetto specchio, giudicato da alcuni esteticamente poco piacevole.
Acqua calda Nelle nuove costruzioni o in caso di sostituzione integrale di impianti, il 50% della produzione di acqua calda deve essere assicurato da fonti rinnovabili (in genere si tratterà di pannelli solari termici, ma ci sono altre soluzioni). Il limite è ridotto al 20 per cento per gli edifici nei centri storici.
Teleriscaldamento Se una rete di teleriscaldamento passa a meno di un chilometro di distanza o anche se è stata progettata, occorre in caso di pere di ristrutturazione di un certo peso, predisporre l’ impianto al collegamento in rete.

Per saperne di più
Centralina termostatica. Quando in un condominio i caloriferi non sono colleati a colonne verticali l’ uno all’ altro (come accade speso), ma sono serviti da tabuzioni che percorrono orizzontalmente l’ appartamento, anziché da tante valvole termostatiche la regolazione del calore stanza per stanza è assicurata da una sola centralina.
Contabilizzazione del calore. Adeguamento di un impianto centralizzato alla regolazione del calore nei singoli appartamenti e al rilevamento dei consumi di combustibile nei singoli appartamenti. In genere il funzionamento della caldaia è gestito da una centralina (che può essere regolata anche da lontano, per esempio via modem) che lo adegua alla richiesta di calore da parte delle singole unità immobiliari, tenendo naturalmente conto della temperatura atmosferica esterna all’ edificio e interna a ciascun appartamento.
Fattore solare. Rapporto tra l’ energia termica globalmente trasmessa da una lastra di vetro e quella incidente su di essa.
Fonti rinnovabili. Sono quelle che non consumano combustibili fossili. In pratica si tratta di quelle eoliche, solari, geotermiche, del moto ondoso, maremotrice, idrauliche, da biomasse (legno, sottoprodotti agricoli), da biogas (sottoprodotto dalla fermentazione di rifiuti).
Pannello solare termico. A differenza di quelli fotovoltaici, che trasformano l’ energia solare in elettricità, quelli termici utilizzano il sole per riscaldare l’ acqua da usare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti.
Ponte termico. Discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza agli innesti di elementi strutturali (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro).
Trasmittanza termica. Flusso di calore che passa attraverso una parete per mq di superficie e per grado di differenza tra la temperatura interna ad un locale e la temperatura esterna o del locale contiguo.
Teleriscaldamento. Trasferimento a distanza di calore attraverso un vettore (acqua calda, acqua surriscaldata, vapore), assicurato da una centrale. In sostanza, si tratta di un impianto centralizzato che serve un complesso di edifici di un paese o un quartiere di una città.
Valvola termostatica. Dispositivo a manopola installato sui caloriferi che regola la temperatura impostata sulla valvola stessa. Se la valvola è cronotermostatica, l’ autoregolazione cambia a seconda delle ore del giorno.
Zone energetiche. A ciascun comune italiano, indipendentemente dalla sua collocazione geografica, è attribuita una delle sei zone energetiche, dalla A (più calde) alla F (più fredde) a seconda della media delle temperature annuali rilevate. Ciò tra l’ altro determina i periodi annuali di accensione degli impianti di riscaldamento e le ore del giorno consentite (eccezion fatta per alcuni impianti di avanzate caratteristiche costruttive).
link.mondocasablog.com
Fonte: Confappi
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UNO STANDARD PER LA DOMOTICA
L'integrazione dei sistemi di automazione
mirata ad aumentare il comfort e il risparmio
energetico di G.B.
La diffusione dell’automazione domestica si è scontrata in passato con alcuni limiti: il principale era la difficoltà di individuare standard comuni che consentissero ai diversi elementi di dialogare tra loro. Problema in parte risolto negli ultimi anni grazie all’introduzione di protocolli di comunicazione aperti e condivisi da un crescente numero di produttori di apparecchi e terminali.
La domotica non va vista come un gadget per utenti evoluti e maniaci dell’hi-tech, ma come uno strumento prezioso per sfruttare in modo razionale gli impianti e raggiungere elevati livelli di comfort e risparmio energetico. Lo dimostra un’applicazione della tecnologia LonWorks (della statunitense Echelon) all’interno di una fattoria tedesca risalente al 1834 e sottoposta di recente a ristrutturazione. Un edificio storico in legno e muratura, con struttura a traliccio, che cela all’interno contenuti tecnologici innovativi.
Sun House


Il tetto monofalda è interamente costituito da pannelli
fotovoltaici, la base poggia su una piattaforma girevole
in cemento armato azionata da un meccanismo di
rotazioneche si attiva ogni ora.
L'innovativo edificio può quindi girare su se stesso, per
"inseguire il sole" nelle diverse ore della giornata.
La Sun House, progettata da Wolfang Maier per la
Farmbau, offre così un sistema in grado di produrre
il 30% di energia in più rispetto ad un impianto
fotovoltaico tradizionale( www.farmbau.de)
Revolving casa con alti sistemi fotovoltaici, angolo
sempre ottimale al sole - produzione di più elettricità
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L'uso del calore immagazzinato della
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pompa di calore salamoia per il
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riscaldamento e l'acqua di riscaldamento
Tecnologia Solare

Solar Technology ha presentato un caricatore ad energia solare per telefoni cellulari e dispositive mobile. Si chiama FreeLoader 8.0 Portable Solar Charger e, a detta della casa produttrice, permetterebbe di ricaricare un iPod fornendogli carica per 18 ore, una console portatile PSP per 2.5 ore un PDA per 22 ore.
Il congegno è provvisto di 11 adattatori che permettono di caricare:iPod, iPod nano, iPhone, LG KG800 Chocolate, serie Shine, vecchi telefoni Nokia con jack da 3.5mm, nuovi Nokia con jack da 2mm, Samsung A288,Samsung D800, Sony Ericsson K750, dispositivi mobile con jack da 4mm, Nintendo DS Lite, Mini USB come BlackBerry, smartphone, Motorola, HTC, Qtek e altri dispositivi dotati del medesimo connettore.
Scuola e Ambiente:Binomio Educativo
Carta d'intenti" per educare alla legalità ambientale e allo sviluppo sostenibile |
Presentazione
Oggi, 29 luglio, nella Sala stampa di Palazzo Chigi, i Ministri Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo hanno firmato la “Carta d’intenti” tra il ministero dell’Ambiente e il ministero dell’Istruzione in materia di “Scuola, ambiente e legalità” L’obiettivo è di insegnare ai giovani, all’interno delle lezioni di “Cittadinanza e Costituzione”:
- la comprensione delle problematiche riferite alle componenti naturali, paesaggistiche,
- culturali dell’ambiente e del territorio in cui vivono;
- la consapevolezza che è possibile rispettare, conservare, tutelare e migliorare l’ambiente e il territorio;
- la riflessione sul valore dell’aria, dell’acqua, della terra come bene comune e come diritto
- universale.
Gli strumenti per attuare tali obiettivi:
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migliorare la qualità dell’offerta formativa scientifica, tecnologica e professionale della scuola secondaria di II grado, statale e paritaria, inserendo i temi dell’educazione ambientale e della sostenibilità;
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attuare nella scuola dell’infanzia, primaria e nella scuola secondaria di I grado, statale e paritaria, pratiche didattiche sui temi dello sviluppo sostenibile e dell’educazione ambientale.
Quanto alle azioni che potranno essere messe in atto:
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la valorizzazione della rete dei Parchi, quali luoghi significativi per la costruzione e
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la realizzazione di “pratiche” per la sostenibilità nel percorso di crescita degli studenti;
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la promozione di progetti quali “La scuola adotta un parco / il mare / la montagna…”, ovvero la creazione di reti di scuole che approfondiscano lo studio dei diversi ecosistemi e di ciò che maggiormente costituisce una minaccia, per realizzare attività di tutela
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dell’ambiente in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e la Guardia Costiera;
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il sostegno alla creazione di reti di “Volontari per l’ambiente” che vedano il coinvolgimento di genitori, studenti e docenti per la tutela del patrimonio ambientale.
Saranno infine banditi i seguenti concorsi:
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un concorso, rivolto ai bambini delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie, “Le cose cambiano se…”, per raccogliere idee, proposte nonché suggerimenti per promuovere piccoli gesti quotidiani che aiutino a tutelare l’ambiente e il paesaggio. A fine anno scolastico le migliori idee/proposte e suggerimenti saranno raccolti e pubblicati.
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un concorso, rivolto alle scuole secondarie di I e II grado, “Scuola, Ambiente e Legalità”, per la miglior campagna di comunicazione elaborata dagli studenti su temi quali il riciclo dei rifiuti, il consumo sostenibile e la lotta all’ecomafia, da diffondere in tutte le scuole e nelle principali testate giornalistiche e canali televisivi.
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un concorso rivolto a tutte le scuole per realizzare esperienze educative e didattiche su tali temi. Le migliori proposte saranno scelte da un'apposita commissione e finanziate sulla base di un fondo stanziato con il concorso di entrambi i Ministeri interessati.
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Autogrill e Conai hanno lanciato “Destinazione ambiente”, un progetto pilota che invita il viaggiatore a fare la raccolta differenziata anche in autostrada, separando i rifiuti da destinare al recupero e al riciclo. La fase iniziale dell’iniziativa interesserà cinque aree di sosta pilota per poi essere progressivamente estesa a tutti i punti vendita Autogrill distribuiti sulle reti autostradali italiane.
Una volta a regime, tra i 20 e le 25mila tonnellate di rifiuti annui potrebbero essere sottratte alla raccolta indifferenziata e avviate al riciclo. «È di grande interesse per Conai promuovere comportamenti virtuosi da parte dei cittadini per una corretta attività di separazione dei rifiuti di imballaggio così da consentirne l’avvio al riciclo» ha dichiarato Piero Perron, presidente di Conai.
Per l’amministratore delegato di Autogrill Gianmario Tondato Da Ruos «oggi più che mai la riduzione dei consumi idrici, il riciclo dei rifiuti e l’utilizzo di fonti energetiche alternative non devono essere visti come temi immagine ma come elementi competitivi discriminanti capaci di incidere sui costi industriali».
L’amministratore delegato di Autogrill ha poi ricordato che la sostenibilità nel conto economico dell’azienda costa tra i 200 e i 250milioni di euro che rappresentano il 4% del fatturato 2008 che è di 5,8 miliardi complessivi. L’iniziativa lanciata oggi estende la raccolta al consumatore e rientra nel progetto A-future, finalizzato a rivoluzionare le principali caratteristiche degli store Autogrill in un’ottica di sostenibilità. I progetti realizzati sulla rete italiana hanno già prodotto risultati tra i quali ad esempio una riduzione dei consumi energetici pari al 5,7% nel primo semestre 2009 e una riduzione del consumo di carta pari al 70 tonnellate annue.
Tra le iniziative più significative già realizzate vi sono l’Autogrill ecologico di Mensa di Ravenna, l’Archeo Mall nell’area di servizio Casilina Est, gli Autogrill di Brembo e di Villoresi Est e il Delaware Welcome Center negli Stati Uniti. «Per giungere alla realizzazione di una green motor way -ha dichiarato Giuseppe Cerroni direttore generale di Autogrill- è indispensabile per la rete autostradale una disciplina particolare in materia di rifiuti. Serve che le agevolazioni Ires per l’acquisto di macchinari al 50% previste nel dl ’78, che verrà votato domani, riguardi anche le attrezzature ambientali. Serve inoltre un regime autonomo delle autostrade visto che paghiamo a 43 comuni la tassa dei rifiuti senza che ci venga dato nessun servizio».
Infine per il direttore generale di Autogrill «servirebbero contratti di programma per grandi progetti da stipulare con il ministero dell’Ambiente altrimenti avremo interventi spezzettati».
FIRENZE.
Sperimentazione quasi terminata un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l'eolico senza pale Una alternativa ai contestati aerogeneratori: test in Italia. «Sarà anche più efficiente».È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti,«Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.
TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull'energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c'è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L'aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l'energia elettrica».
PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione.«Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.
POLO TECNOLOGICO DELL'AMBIENTE
( Bagnoli) Napoli " Un'idea vincente!!!"

Un’area di 7 ettari a Bagnoli, con una potenzialità edilizia di 165 mila metri cubi per la realizzazione di superfici da destinare in massima parte ad aziende produttrici di beni e servizi. E poi: parcheggi interrati, depositi, archivi esuperfici accessorie. Un investimento totale di 174 milioni di euro per costruire a Napoli un soggetto di “eccellenza nell’attivazione e nell’integrazione di competenze, da fare convergere verso la soluzione delle problematiche ambientali”. Questo è il Polo Tecnologico dell’Ambiente.Per la realizzazione del progetto è stato sottoscritto un "Protocollo di Intesa"tra la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli, la C.C.I.A.A. di Napoli e Bagnolifutura spa. Eccellenza e integrazione sono due caratteristiche essenziali del progetto: il Polo Tecnologico dell’Ambiente punta infatti a attrarre le competenze e le conoscenze di Grandi Aziende nazionali e internazionali Piccole e Medie Imprese Istituzioni pubbliche.Centri di ricerca privati e universitari che vogliano unire le proprie risorse e energie. L’area di Bagnoli riemerge condensando, in uno stesso suolo, strutture di Formazione e Università (sarà realizzata una scuola di alta formazione), laboratori e centri di ricerca, imprese di servizi ambientali e società di servizi tecnici e informatici. Ambiente e innovazione, ricerca e lavoro qualificato: il Polo Tecnologico dell’Ambiente rappresenta una prospettiva di sviluppo non solo locale per un’area dalle grandi risorse, intorno alla quale si gioca il futuro stesso della città.
Link...http://ptambiente.ksoft.tv/index.php/pta
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Dobbiamo ridurre i consumi di energia! ma con attenzione
Il provvedimento dell’Unione Europea prevede quattro fasi per arrivare alla completa eliminazione delle lampadine a basso rendimento: da settembre 2009 nei negozi non si troveranno più le lampade da 100 W; da settembre 2010 verranno eliminate quelle da 75 W; da settembre 2011 toccherà a quelle da 60 W; l’ultima fase, infine, scatterà a settembre 2012, quando verranno messe al bando quelle da 40, 25 e 15 W. Resta solo un problema: Quanti sanno come smaltire correttamente le lampadine a basso consumo?
Quando le lampadine sono da buttare diventano rifiuti pericolosi e oltre alla grande tossicità sono anche molto fragili essendo costituite per il 90% di vetro. Durante la sostituzione vanno maneggiate con cura evitandone la rottura in quanto al loro interno sono presenti mercurio e polveri fluorescenti e non devono essere gettate nella pattumiera o nel cassonetto, ma vanno portati all’isola ecologica (speriamo che arrivi in fretta). Il mercurio, come è noto, è estremamente nocivo per l’uomo, la fauna, e l’ambiente. “Anche una singola lampadina di quelle con meno di 1 milligrammo di mercurio– affermano i ricercatori dell’Università di Stanford sulla rivista ‘Environmental Research’ - può contaminare 4 mila litri di acqua”. Le piante e alcune specie di pesci rappresentano l’anello finale che è causa dell’introduzione di mercurio nella catena alimentare umana con danni che vanno dall’apparato neurologico al sistema cardiovascolare, da quello riproduttivo a quello immunitario. Le sorgenti luminose energy saver esaurite sono classificate come RAEE,Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, dal Dlgs. 151/05 di recepimento delle Direttive UE 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE. Dal 1° gennaio 2008, anche in Italia i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), sono chiamati a farsi carico del fine vita dei loro prodotti, nel pieno rispetto dell’ambiente. I maggiori produttori nazionali ed internazionali di apparecchiature di illuminazione hanno costituito un Consorzio chiamato EcoLamp, che si occupa di assicurare il corretto riciclo dei rifiuti illuminotecnici sull’intero territorio nazionale. Con l’inizio del 2008, lampade a scarica e a risparmio di energia, ma anche apparecchi di illuminazione (lampadari, plafoniere, ecc.) non sono più inviati alle discariche, occupando spazi già insufficienti, ma vengono destinati ad impianti specializzati in cui è possibile recuperare il vetro, i metalli (alluminio, rame), le plastiche e mettere in sicurezza le sostanze pericolose presenti al loro interno (mercurio e polveri fluorescenti). Pensate che senza raccolta porta a porta su tutto il territorio sarà tutelata la nostra salute? In ogni caso siamo noi i primi a doverlo fare.
Simone Bernabè
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LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE ENERGETICHE
Ridurre i consumi energetici quotidiani di ogni famiglia è estremamente importante, per il contenimento del budget, ma soprattutto, per rispettare l’ambiente evitando sprechi di risorse. Ognuno di noi può fare qualcosa, senza sacrifici e senza rinunciare al confort al quale siamo abituati. Oggi, infatti, abbiamo la possibilità di utilizzare in maniera efficiente l’energia scegliendo quegli elettrodomestici che consentono di ridurre in maniera significativa i consumi.
Questo grazie alla etichetta energetica, introdotta a livello Europeo nel 1998, applicata su frigoriferi, congelatori efrigo-congelatori. La ratio della legge è dare una informativa chiara al consumatore, mettendolo in grado di acquistare in maniera più razionale e consapevole.
Grazie a questa etichetta, scegliere un nuovo frigorifero è più facile: l’etichetta energetica permette a tutti i consumatori di conoscere le principali caratteristiche e il consumo di energia del prodotto, valutando fin dal momento dell’acquisto i costi di esercizio di ciascun modello.
Come leggere l'etichetta.
Nella prima casella, con la lettera dell'alfabeto viene indicata la classe di efficienza energetica del modello indicato nel settore sopra. Sotto la lettera si trova, quando il prodotto lo possiede, il marchio Ecolabel.
Esso segnala che si tratta di prodotto compatibile con l’ambiente secondo gli standard della comunità europea. Le zona sottostante indica il consumo energetico annuo, in condizioni di utilizzo teoriche, e cioè a porte sempre chiuse e sempre in funzione. Il consumo reale può dunque differire.
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Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la "tragedia" della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico", aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, "compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici". E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
"Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale", spiega Paolo Plescia. "Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie".
Un esempio concreto delle sue possibilità? "Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi", informa il ricercatore. "Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile". Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile".
Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.
Roma, 7 gennaio 2008 La scheda Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti tel. 06.4993.3588 rosanna.dassisti@cnr.it
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A partire da Gennaio 2009 in via Cannola al Trivio 24/26 sarà operativo un centro di raccolta dei rifiuti riciclabili in cui potrà essere conferita plastica in cambio di un importo in denaro. Nel territorio campano sono nati 28 centri, di cui 15 già operativi dal 9 Dicembre. In questi centri di raccolta i singoli cittadini, associazioni di volontariato iscritte all’albo regionale e nazionale della Protezione Civile e le parrocchie della Campania potranno conferire direttamente alcune frazioni riciclabili dei rifiuti, in cambio di denaro.
Al momento del conferimento, i cittadini dovranno essere muniti del Codice Fiscale e di un documento d'identità valido. Nei centri sarà possibile portare vetro, plastica, alluminio e acciaio il martedì e giovedì dalle 14.00 alle 17.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 13.00. I rifiuti dovranno essere già separati per tipologia, svuotati e ripuliti. Inoltre carta, cartone e plastica dovranno essere ridotti di volume. Ogni giorno sarà possibile conferire presso i centri di raccolta un quantitativo di rifiuti pari o inferiore a 100 Kg a persona.
I corrispettivi che verranno riconosciuti dall'isola sono i seguenti e si riferiscono a 100 Kg di materiale consegnato:1,84 euro per la carta-2,17 euro per il vetro-5,63 euro per l’acciaio-18,93 euro per la plastica-28,80 euro per l’alluminio.
fonte:bigol.net
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U.O.C. "NUMERO VERDE AMBIENTE, OSSERVATORIO DI LEGISLAZIONE AMBIENTALE E SPORTELLO AMBIENTE"
Funzionario Dott.ssa Concetta Onorato
Per fornire servizi e informazioni di interesse ambientale la Provincia di NAPOLI (Area Tutela Ambiente, DIREZIONE AMMINISTRATIVA TUTELA AMBIENTALE) ha istituito un ufficio dedicato aperto al pubblico: Sportello Ambiente garantisce un servizio efficiente e la massima completezza e aggiornamento delle informazioni.A CHI SI RIVOLGE Alle Aziende, agli Enti locali, alle Associazioni e ai singoli Cittadini della Provincia di Napoli. CHE COSA OFFRE -Informazioni – Comunicazione – Consulenza - Modulistica. Informazioni sulla legislazione ambientale nazionale e comunitaria nella sua costante evoluzione e sulle modalità per la richiesta delle autorizzazioni prescritte dalla legge. Queste attività hanno l'obiettivo di migliorare l'informazione e la conoscenza della normativa ambientale, assicurando visibilità alle scelte della Pubblica Amministrazione e accessibilità ai dati e ai documenti, curando che l'intero processo di informazione e comunicazione venga gestito con chiarezza, puntualità e costanza. Modulistica -per la richiesta di autorizzazioni all'esercizio di attività di recupero rifiuti; messa in riserva e/o recupero; impianti di trattamento e smaltimento; approvvigionamento idrico, per presunti illeciti ambientali. Calendari e scadenze
-scadenze ambientali per le imprese e i cittadini
-conferenze, seminari, tavoli tecnici.
Cartografia, documenti, pubblicazioni e notizie utili
normativa tutela ambientale
osservatorio provinciale rifiuti
elenco ditte autorizzate al trattamento dei rifiuti nella Provincia di Napoli
elenco ditte di trasporto rifiuti iscritte all'Albo
dati Agenda 21
centro di documentazione ambientale
SPORTELLO AMBIENTE ON LINE E FORUM VIRTUALE
Oltre alla consultazione su Internet dei servizi offerti dallo Sportello Ambiente, è anche possibile confrontarsi in rete sulle problematiche ambientali. L'invito è rivolto a tutti, le rete è uno spazio da condividere e arricchire.
EDUCAZIONE AMBIENTALE
Un ruolo particolare è riservato alla educazione all'ambiente e al rispetto delle sue risorse, avendo quali referenti primi e privilegiati le istituzioni scolastiche e il corpo docente.
AGGIORNAMENTO
L'utilità per il cittadino/utente è direttamente proporzionale alla frequenza con cui questo Servizio sarà aggiornato, al fine di fornire informazioni in linea con la realtà normativa e organizzativa del Settore. Si prevede una periodicità di aggiornamento semestrale o più frequente nel caso del susseguirsi di particolari esigenze o sostanziali cambiamenti normativi.
RAPPORTO CON I CITTADINI/UTENTI
Al fine di migliorare il Servizio offerto e garantire la partecipazione del cittadino/utente al processo di ottimizzazione dei servizi, risulta fondamentale prendere in esame il rapporto con i fruitori del servizio. Allo scopo il cittadino/utente (Comuni, Associazioni, Aziende Pubbliche e Private, Associazioni di categoria, Associazioni ambientalistiche, Singolo cittadino) può formulare osservazioni, suggerimenti ed eventuali reclami. Tutte le indicazioni e le proposte pervenute saranno oggetto di valutazione da parte del responsabile della U.O.C. e tenute in considerazione per la definizione delle azioni di miglioramento dei servizi offerti. Le informazioni pervenute saranno trattate e gestite con la massima attenzione e riservatezza. I reclami, per essere presi in considerazione, dovranno contenere: nominativo e recapito del reclamante, motivazioni della lamentela. Nel caso in cui il reclamo non possa essere soddisfatto immediatamente, al cittadino/utente sarà comunque data risposta scritta entro 30 giorni dal ricevimento dello stesso. La presentazione del reclamo non sostituisce i ricorsi amministrativi e giurisdizionali previsti dalle leggi vigenti e non influisce sui loro termini di scadenza. Al fine di fornire servizi sempre più rispondenti alle esigenze dell'utente e concretizzare il principio della partecipazione nella definizione degli obiettivi qualitativi, alleghiamo un questionario di valutazione dell'efficienza e della qualità del servizio reso che permetterà di individuare eventuali punti di criticità e conseguenti aree di miglioramento.
fonte provincia di napoli
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Quello della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti è un tema a cui molti si sono sensibilizzati negli ultimi anni. Grazie a mirate campagne informative si è cementata una coscienza comunitaria, grazie a cui diventa sempre più facile trovare persone che applicano volentieri piccoli accorgimenti domestici per contenere l'inquinamento ambientale e lo spreco di materiali riutilizzabili.
Plastica La plastica non è un prodotto naturale, quindi non è biodegradabile. Può sopravvivere per milioni di anni ma, nonostante ciò, viene per lo più utilizzata per costruire oggetti e imballaggi usa e getta. Esistono le discariche, dove continua solo ad accumularsi senza soluzione di continuità; gli appositi inceneritori, con il pericolo che la combustione liberi nell'aria sostanze altamente tossiche; ed infine l'interramento, con il rischio che alcune sostanze nocive, come i metalli pesanti, contaminino il terreno.
Il riciclaggio: per i vari tipi di plastica esistenti esistono diversi gradi di pericolosità e di riciclabilità. Gran parte di quella esistente è il frutto di differenti aggregati polimerici, la cui sigla di identificazione è sempre riportata sulla superficie dell'oggetto: P.V.C. (cloruro di polivinile), P.E. (polietilene), P.P. (polipropilene) P.E.T. (polietilene tereftalato) P.S. (polistirene). Inquinanti in percentuale diversa, questi aggregati sono tutti riutilizzabili, una volta macinati e rilavorati. Un'altra strada di riciclaggio è rappresentata dal recupero energetico: dalla plastica si possono ottenere prodotti che sono combustibili puri ad alto potere calorifico. Consigli pratici: preferire l'utilizzo di contenitori di vetro per cibi e bevande, meglio se con vuoto a rendere; ridimensionare il più possibile l'uso di prodotti in plastica usa e getta; usare per la spesa borse in fibra naturale, come la juta o il cotone; scegliere prodotti imballati con il minor materiale possibile; portare i contenitori di plastica per liquidi negli appositi contenitori per la raccolta differenziata.
La carta Il riciclaggio: la carta, che si ricava da diversi tipi di albero, una volta usata può essere utilizzata per produrre altra carta riciclata, dalle identiche proprietà rispetto a quella appena prodotta. Oltre ad evitare l'abbattimento di altri alberi, ciò permette anche di risparmiare circa due terzi dell'energia necessaria durante il processo di lavorazione. Non può essere riciclata la carta unta e sporca e quella unita ad altri materiali (la carta carbone, la carta stagnola, la carta vetrata, la carta plastificata, ecc.). Consigli pratici: più importante ancora del riciclaggio è il risparmio della carta, che risolve molti problemi a monte. E' utile: non buttare un foglio se non è pieno in entrambe le facciate; far sempre le fotocopie utilizzando fronte e retro; usare il più possibile carta riciclata; scegliere prodotti con meno imballo cartaceo possibile; non fare incartare dai commessi prodotti che hanno già una propria confezione; separare la carta usata dagli altri rifiuti.
Il vetro La produzione di vetro richiede sfruttamento di materie prime ed un altissimo consumo di energia, sotto forma di petrolio necessario per alimentare i forni. Il riciclaggio di una tonnellata di vetro usato permette di risparmiare fino a 136 litri di petrolio! Il vetro usato e raccolto viene lavato, frantumato, separato in base al colore ed inviato alle industrie vetrarie dove viene fuso e riutilizzato per fabbricare nuovi contenitori. Si limitano così l'estrazione delle materie prime, la massa dei rifiuti da smaltire e il consumo di combustibile nella fusione del vetro. Ancor meglio è l'acquisto di contenitori di vetro con vuoto a rendere: tutte le bottiglie infatti possono essere sterilizzate e quindi riusate fino a 50 volte. Consigli pratici: riportare al negozio i vetri che si possono rendere; passare dai prodotti in plastica usa e getta (bottiglie, piatti, posate) all'acquisto di prodotti riutilizzabili e durevoli; portare le bottiglie di vetro nelle apposite campane per la raccolta differenziata.
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Autocertificazione per la rottamazione del vecchio frigo e fattura o "scontrino parlante" per l'acquisto del nuovo. Questa la documentazione necessaria per avere lo sconto Irpef previsto dalla Finanziaria per chi rottama frigoriferi e congelatori e acquista apparecchi a risparmio energetico. Le regole sono contenute in una circolare dell'Agenzia delle Entrate del 27 aprile. Tra le novità la possibilità di detrarre anche i costi di rottamazione e l'agevolazione riconosciuta per più apparecchi.
Detrazione fino ad un massimo di 200 euro per ciascun frigorifero - La circolare ricorda che la detrazione, prevista per il solo periodo d'imposta 2007, è riconosciuta per una quota pari al 20 per cento dei costi sostenuti entro il 31 dicembre 2007 fino ad un importo massimo di detrazione pari a 200 euro. Questo tetto è riferito "a ciascun apparecchio". Per avere la detrazione occorre la fattura o lo scontrino con i dati identificativi dell'acquirente compreso il codice fiscale, il cosiddetto scontrino parlante. Il documento di vendita dovrà riportare anche la classe energetica dell'elettrodomestico, che non può essere inferiore ad A , e la data di acquisto. In aggiunta a questo occorrono i dati sulla rottamazione.
Rottamazione autocertificata e detraibile - Per questo è necessario compilare un'apposita autodichiarazione, con le caratteristiche dell'apparecchio sostituito (frigorifero, congelatore, ecc...) e le modalità utilizzate per il ritiro e la rottamazione, specificanco anche i dati dell'impresa che ha a provveduto al ritiro o allo smaltimento. Gli eventuali costi di trasporto e le altre spese documentate pagate per l'operazione possono essere considerate in aggiunta al prezzo del frigo ai fini della detrazione. L'autocertificazione va conservata insieme allo scontrino ed esibita nel caso di richieste di controllo.
Agevolazioni anche per chi ha acquistato il frigo nei mesi scorsi - Anche se la circolare applicativa è stata emanata solo a fine aprile la detrazione - precisa il testo - è riconosciuta anche a chi ha acquistato il frigo in precedenza. Anche in questo caso, però, oltre a fattura o scontrino parlante, è necessaria la dichiarazione di rottamazione.
fonte Repubblica
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I CONSIGLI DELL’EMICICLO
CONSIGLIO 1: Tenere un quaderno del bilancio familiare: vi stupirete vedendo in cosa spendete il denaro e vi accorgerete che qualche spesa potrebbe essere superflua. Solo il fatto di annotare le spese porta a riflettere: posso spendere di meno?
CONSIGLIO 2: Se una famiglia beve quotidianamente due bottiglie di acqua minerale, spenderà annualmente 235 Euro. Producendola in casa invece la spesa sarà di soli 36(!) Euro. Per la produzione propria è necessaria la macchina di filtraggio dell’acqua ma il suo costo si ripaga ampiamente. D’altronde in molti comuni l’acqua dell'acquedotto è molto più buona di quella imbottigliata!
CONSIGLIO 3: Facendo la doccia invece del bagno risparmiate non solo acqua ma anche energia.
CONSIGLIO 4: Costruite nel vostro Wc uno scarico con un dispositivo per risparmiare acqua. In una famiglia di 4 persone porta a risparmiare fino a 30.000 litri di acqua all’anno. Applicare regolatori di flusso sui rubinetti. ( Come per l’appunto il VIGORFLUSS)
CONSIGLIO 5: Quando lasciate scorrere l’acqua aspettando che diventi calda usate quella fredda per annaffiare i fiori oppure quella piovana.
CONSIGLIO 6: Chiudere il rubinetto mentre vi lavate i denti, ci si insapona o ci si lava le mani.
CONSIGLIO 7: Pensare alla spazzatura già al momento dell’acquisto poiché in molti comuni si paga di più quando si produce più immondizia. Preferire contenitori riciclabili, evitare pacchetti inutili. Al momento dell’acquisto considerare la qualità, la durata del prodotto e la possibilità di riparazioni.
CONSIGLIO 8: Scegliere il frigo e il congelatore di dimensioni adeguate all'effettivo fabbisogno familiare; inserire nel frigo e nel congelatore soltanto cibi già freddi;
CONSIGLIO 9: Asciugare il bucato preferibilmente all'aria, evitando l'impiego dell‘asciugatrice; utilizzare lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie solo a pieno carico; utilizzare il prelavaggio solo per la biancheria molto sporca; non lavare le stoviglie sotto l'acqua corrente.
CONSIGLIO 10: Durante la cottura dei cibi coprire pentole e padelle con il coperchio; # in caso di lunghi tempi di cottura, usare la pentola a pressione; spegnere la piastra elettrica e il forno un po' prima della fine cottura, allo scopo di sfruttare il calore residuo
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. - Saturday, December 29, 2007
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NOTA - Friday, October 05, 2007
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AGENZIA DELLE ENTRATE - Friday, May 04, 2007
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RISPARMIO DEL 20% SU NUOVO ACQUISTO FRIGO E CONGELATORI - Friday, May 04, 2007
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pubblicato - Tuesday, February 19, 2008Ecovademecum:
come effettuare una corretta raccolta differenziata
A.S.I.A. (Azienda Servizi Igiene Ambientale) ha elaborato un
"vademecum" contenente precise indicazioni su come effettuare
una corretta raccolta differenziata. Non sempre, infatti, sappiamo
come regolarci e, nell'incertezza, infiliamo tutto nel bidone
dei rifiuti, con buona pace della "raccolta differenziata". Carta,
cartone, vetro, rifiuti urbani pericolosi, ingombranti, pile esauste,
farmaci scaduti e tanti altri consigli in una guida preziosa ed in
continuo aggiornamento. read more ...
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Il problema dei rifiuti in Italia e soprattutto in Campania ha assunto negli ultimi anni proporzioni tali da diventare uno dei maggiori problemi, ecologico, sanitario e sociale.
Secondo il WWF la riduzione dei rifiuti a monte è l’unica strada da seguire, come dimostrano esperienze positive realizzate in Svezia o in Germania. Soluzioni prettamente tecnologiche, come finora è stato fatto, sono destinate al fallimento se non si riuscirà, incentivi e campagne di sensibilizzazione, a modificare i nostri “stili di vita” sia del mondo della produzione che dei consumatori. Le linee guida che proponiamo si ispirano come sempre al concetto delle “4 R”,. Il ciclo virtuoso dei rifiuti si associa al concetto delle “4R” concetto introdotto dal WWF oltre venti anni fa, e dove per “4 R” si intende: RIDUCI, RIPARA, RIUSA, RICICLA.
Nei confronti delle istituzioni risulta necessario far pressione con la realizzazione di studi dettagliati per dimostrare i punti deboli delle politiche italiane sui rifiuti: la dipendenza dalle discariche e la non-soluzione rappresentata dagli inceneritori.
Gli inceneritori infatti, oltre a non risolvere il problema in quanto producono grandi quantità di ceneri nocive da portare in discarica, sono pericolosi per la salute, producono energia a costi molto elevati ed in quantità molto inferiore all’energia che si risparmierebbe riciclando i materiali invece di bruciarli
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| News " clicca per vedere il programma"
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| L'Eremo dei Camladoli che ha ospitato il Convegno
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pubblicato - Thursday, January 24, 2008
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pubblicato - Friday, June 06, 2008
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pubblicato - Friday, June 06, 2008
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pubblicato - Friday, June 06, 2008

I Princìpi O.N.U. sull'Ambiente dichiarati a Rio
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IL PROTOCOLLO DI KYOTO - Friday, June 06, 2008
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pubblicato - Sunday, November 09, 2008
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pubblicato - Friday, October 17, 2008

La crescente produzione di rifiuti non è un indicatore del benessere economico ma piuttosto una inefficienza del sistema produttivo; genera complesse emergenze ambientali che necessitano di soluzioni integrate e articolate. Il problema rifiuti coinvolge da una lato il Governo ed i processi di produzione e di consumo delle risorse e, dall'altro i comportamenti quotidiani dei singoli cittadini.
L'obiettivo di ridurre quanto più possibile la produzione di rifiuti indifferenziati, da smaltire nelle discariche o negli inceneritori, è infatti oggi un obbligo sancito dalla legge, ma è anche un preciso dovere civico. Il Comune di Napoli ha scelto di rilanciare la raccolta differenziata su tutta la città ed avviare la raccolta domiciliare su 100.000 residenti entro il 2008 e 200.000 residenti entro il 2009.
Sebbene nel porta a porta i costi di raccolta sono più alti rispetto al modello stradale, quelli per lo smaltimento diminuiscono notevolmente, poiché il rifiuto indifferenziato si riduce. Di conseguenza ci saranno anche altri vantaggi: in primo luogo il miglioramento del decoro urbano e il risparmio energetico dovuto al riciclo dei materiali differenziati. Inoltre fin da subito sarà possibile individuare e sanzionare i comportamenti scorretti.
La raccolta "porta a porta" dei rifiuti. Cosa cambia in tre mosse.
1 - in strada Spariscono i cassonetti e le campane stradali nelle "Vie del porta a porta", con il vantaggio immediato di avere vie e piazze più belle, libere e pulite. L'eliminazione dei cassonetti dalle strade eliminerà l'incivile abitudine di lasciare presso i cassonetti di tutto, compreso gli elettrodomestici, i vecchi mobili, ecc. 2- nel condominio Condomini, abitazioni singole e attività riceveranno in dotazione contenitori personali in plastica riciclata distinti da diversi colori, nei quali inserire i rifiuti, che saranno custoditi all'interno della pertinenza condominiale, nei punti stabiliti da ASIA Napoli S.p.A. assieme agli amministratori. I contenitori verranno vuotati da ASIA Napoli S.p.A. in base a un calendario prefissato che sarà affisso nel condominio e consegnato a ogni famiglia. 3 - a casa Verranno recuperati a parte i rifiuti organici, cioè gli avanzi alimentari e vegetali. Ogni famiglia riceve da ASIA un'apposita pattumiera in plastica riciclata e sacchetti biodegradabili per raccogliere i rifiuti organici, separandoli da tutto il resto. L'organico sarà trasformato in un prezioso fertilizzante ecologico: il compost. Così differenziare è sempre più facile!
Kit per la separazione dei rifiuti Per facilitare la separazione dei rifiuti in casa ogni famiglia ha in dotazione gratuita una BORSA DI JUTA (eventualmente riutilizzabile per la spesa) contenente: la bio-pattumiera per raccogliere i rifiuti organici; la confezione di sacchetti biodegradabili; la confezione di sacchetti gialli per il multimateriale; la confezione di sacchetti neri per l'indifferenziato; eventuale confezione di sacchetti bianchi per la carta; l'opuscolo informativo
Utenze non domestiche
Con la raccolta porta a porta, dopo il primo periodo di adattamento, spariscono i cassonetti stradali, sostituiti da appositi bidoncini da custodire all'interno dell'attività. I bidoncini saranno vuotati da ASIA Napoli s.p.a. con cadenze stabilite in base a calendari prefissati. Le strade saranno così più pulite. I contenitori diventano personali. ASIA Napoli s.p.a. assegna ad ogni utenza i bidoncini di tipologia e capacità adeguate ai rifiuti prodotti dalla specifica attività. L'esposizione di bidoncini, mastelli, sacchi e cartone è a cura dell'utenza. I contenitori assegnati devono essere tassativamente custoditi all'interno dell'attività nell'orario di chiusura e durante eventuali periodi di ferie. È previsto un lavaggio dei bidoni secondo due modalità: lavaggio meccanico con mezzo di piccola taglia; trattamento enzimatico effettuato da personale munito di irroratore a zaino, utilizzando un prodotto di origine naturale e privo di sostanze tossiche, contenente principi attivi che inibiscono la putrefazione della sostanza organica e, quindi, la generazione di odori molesti.
Le isole ecologiche
L'isola ecologica è un'area in cui i cittadini del Comune di Napoli possono portare gratuitamente particolari tipologie di rifiuti durante l'orario di apertura. L'isola ecologica non è una discarica e non è un impianto di trattamento rifiuti. In un sistema basato sulla raccolta differenziata, in cui viene a mancare la possibilità di conferire tramite il normale sistema di raccolta, l'isola ecologica ha un'importanza fondamentale per il cittadino. Infatti garantisce quotidianamente la possibilità di conferire tutti quei rifiuti che non vanno nelle attrezzature stradali e nei contenitori consegnati alle famiglie la dove è in attività la raccolta differenziata porta a porta.

L'isola ecologica è un'area in cui i cittadini del Comune di Napoli possono portare gratuitamente particolari tipologie di rifiuti durante l'orario di apertura. L'isola ecologica non è una discarica e non è un impianto di trattamento rifiuti. In un sistema basato sulla raccolta differenziata, in cui viene a mancare la possibilità di conferire tramite il normale sistema di raccolta, l'isola ecologica ha un'importanza fondamentale per il cittadino. Infatti garantisce quotidianamente la possibilità di conferire tutti quei rifiuti che non vanno nelle attrezzature stradali e nei contenitori consegnati alle famiglie la dove è in attività la raccolta differenziata porta a porta.
Ogni materiale è avviato al recupero attraverso operatori autorizzati, che eseguiranno le lavorazioni in impianti dedicati. Il Comune di Napoli ha varato un programma per la realizzazioni di questi impianti di supporto per la raccolta differenziata in base alle indicazioni tecniche di Asia Napoli. Attualmente le Isole Ecologiche sono quelle di Via Saverio Gatto (Colli Aminei) e Via Emilio Salgari (PonticellI). Sono in fase di realizzazione altre isole ecologiche: in viale della Resistenza (Scampia), via Nuova Agnano, Polo Artigianale, via Manzoni, via Pigna, via Comunale Limitone Arzano.
Nell'isola ecologica è possibile conferire: vetro, imballaggi di plastica, alluminio e banda stagnata, carta, cartone e cartoncino,rifiuti ingombranti, raee, rifiuti ed apparecchiature elettriche ed elettroniche), pile e batterie di avviamento esauste, farmaci scaduti, oli usati, tessuti, sfalci e potature.
Orari di apertura: lunedi dalle 14.00 alle 19.00; martedi - sabato dalle 10.00 alle 19.00; domenica dalle 10.00 alle 14.00
L'isola ecologica è presidiata da personale addetto alla sicurezza 24 ore su 24. Personale Asia Napoli, presente negli orari di apertura, accoglie l'utenza nel loro percorso all'interno dell'isola ecologica semplificando l'operazione di rilascio dei rifiuti, inoltre per favorire la raccolta dei dati vengono registrati non solo i dati dell'utenza(numero di carta d'identità) ma anche la quantità e la tipologia dei materiali portati all'interno della struttura.
fonte:comune.napoli.it
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